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5.1 La pittura rupestre
Le scabre pareti delle cripte venivano spianate con uno strato di fango grasso e poi il colore, diluito in acqua di calce, era diffuso nelle varie zone, avendo prima minuziosamente definito la linea di contorno delle figure. Le pitture rupestri materane si collegavano alle diverse aree culturali del mondo bizantino, tramite la circolazione di codici miniati e di icone ed anche attraverso la mobilità degli stessi artisti.

 
 
San Giovanni in Monterrone: San Giacomo e San Pietro

San Giovanni in Monterrone: San Giacomo e San Pietro

 

Non solo: la pittura rupestre è strettamente collegata all'architettura, tanto da far pensare che a volte siano state ideate e realizzate in profonda unità (in Santa Lucia alle Malve "Madonna che allatta il Bambino e "San Michele Arcangelo).

In altri casi è la struttura architettonica che suggerisce l'impostazione compositiva dei dipinti ("Deesis nell'abside della navata centrale di Santa Maria della Valle) Altre volte angusti spazi architettonici sono letteralmente trasfigurati e come illuminati da affreschi, come succede in San Giovanni in Monterrone, dove in nicchie dipinte con le figure di Giacomo, Pietro ed Andrea il pittore finge strutture murarie e modanature architettoniche.

 
 

L'impronta bizantina è evidente in questi affreschi soprattutto in relazione alle dimensioni delle figure dei santi, a volte a grandezza naturale, apparentemente sproporzionate alle misure dello spazio ma in tal modo fortemente partecipi alla vita della chiesa, secondo un'accezione tipicamente bizantina della liturgia. (Incoronazione della Vergine in Santa Lucia alle Malve)

 
 
Santa Lucia alle Malve: incoronazione della Vergine

Santa Lucia alle Malve: incoronazione della Vergine

 
 
VI secolo: i barbari invadono i Balcani

VI secolo: i barbari invadono i Balcani

Sebbene il filone iconografico dominante sia quello bizantino, esso non è il solo.

La presenza dei monaci greci dal VI sec. in poi, emigrati a causa delle invasioni avaro-slave dei Balcani, prima, e poi delle persecuzioni iconoclaste della teocrazia bizantina, ed il dominio diretto di Bisanzio diffusero la venerazione di santi orientali, Andrea, Nicola, Caterina, Basilio, Sofia, e delle molteplici immagini mariane: Odegitria, Glycophilousa, Madonna in trono e la rara Basilissa, splendidamente impressa nella cripta del Peccato Originale.

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